Le signore dell’arte, a Milano una grande mostra sull’arte femminile del ‘500-‘600


foto di Gianfranco Fortuna


È stata inaugurata il 2 marzo a Palazzo Reale, malgrado le difficoltà e le limitazioni dovute al prolungarsi della pandemia, la grande esposizione collettiva dedicata alle artiste italiane del periodo a cavallo tra il Sedicesimo e il Diciassettesimo secolo che hanno avuto il coraggio di perseguire il loro sogno, di dimostrare il loro talento, in un’epoca in cui l’arte era ancora dominata dal mondo maschile. La resilienza di molte, il desiderio di affermarsi, le scelte coraggiose e la determinazione a far sentire la propria voce artistica sono tratti comuni alle trentaquattro protagoniste di una grande panoramica su quel mondo creativo al femminile troppo spesso lasciato in ombra dalla notorietà dei colleghi uomini, pur non da meno in quanto a talento e capacità espressiva. Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Giovanna Garzoni, questi i nomi più noti, ma anche molte altre pittrici che non hanno avuto la possibilità di emergere tanto quanto le altre, come la nobile romana Claudia del Bufalo. Nella mostra sono presenti opere mai esposte in precedenza come la Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola,

Madonna dell'Itria - Sofonisba Anguissola


donata dall’artista al convento di San Francesco a Paternò a seguito della morte di suo marito, e mai uscita dai confini siciliani e la Madonna Immacolata e san Francesco Borgia, unica opera attribuita alla pittrice Rosalia Novelli, anch’essa per la prima volta fuori da Palermo, città in cui è conservata. La mostra pone l’accento non solo sulle innegabili capacità artistiche di queste coraggiose donne bensì anche sulle loro storie, sulle vite vissute inseguendo un obiettivo difficile ma in qualche modo realizzabile, mettendo in luce le complicazioni del ruolo femminile nella società del tempo, sul successo conseguito da alcune di loro presso le grandi corti internazionali in virtù della loro capacità di sapersi relazionare e affermare diventando imprenditrici di se stesse. Molteplici e differenti i percorsi di vita di ciascuna delle protagoniste dell’imponente percorso espositivo, alcune delle quali in costante viaggio tra l’Italia e l’Europa, mentre altre hanno scelto la strada del convento, molte scomparse precocemente, qualcuna con una notevole produzione artistica e altre addirittura esecutrici di una sola opera, tutte queste donne hanno scritto una pagina coraggiosa nella storia dell’arte italiana al femminile e hanno scelto di rendere protagoniste delle loro tele altre donne. Eroine dell’antichità come esempi di ribellione e forza, figure storiche mitologiche e allegoriche, composizioni naturalistiche o simboliche di fiori frutti e animali, scene religiose e mistiche con un denominatore comune, lo sguardo attendo e sensibile con il quale le artiste indagavano la realtà, il mito, le icone religiose. Sono cinque le sezioni attraverso cui si articola la mostra: la prima è Le artiste del Vasari, in cui trovano spazio le donne di cui il noto pittore, architetto e storico dell’arte, ha parlato nei suoi scritti, prima fra tutte la scultrice bolognese Properzia de’ Rossi, talentuosa scultrice che aveva lavorato nel cantiere tutto maschile della basilica di San Petronio, e difeso la propria attività letteralmente con le unghie, finendo anche a processo per avere graffiato chi l’aveva criticata, ma anche Sofonisba Anguissola. La seconda sala è dedicata alle Artiste in convento, di cui sono protagoniste la carmelitana Antonina Doni, figlia di Paolo Uccello, la domenicana Plautina Nelli, che organizzò con le consorelle una bottega in cui realizzavano opere devozionali destinate anche al mercato, Caterina Vigri, Orsola Maddalena Caccia



Sibilla Persica - Orsola Maddalena Caccia


che nel monastero domestico istituito dal padre a Moncalvo trasformò il recinto claustrale in un’officina pittorica, un luogo eletto delle arti e della cultura, e Lucrina Fetti, sorella del pittore Domenico. La terza sezione è intitolata Storie di Famiglia, in cui sono inserite tutte quelle donne privilegiate per aver avuto un padre artista, dunque lo spazio è dedicato alle opere di Fede Galizia, figlia del miniaturista Nunzio, Rosaria Novelli, figlia del pittore Pietro, Barbara Longhi figlia dell’artista Luca e Maddalena Natali, figlia di Giovanni Battista, Marietta detta Tintoretta, figlia del celeberrimo Tintoretto e Chiara Varotari sorella del Padovanino, Lavinia Fontana


Venere riceve ì'omaggio di due amorini


ed Elisabetta Siriani. Nella quarta sala del percorso espositivo sono raccolte le opere delle Accademiche, donne che sono riuscite a farsi ammettere presso associazioni e compagnie artistiche fino al loro arrivo riservate solo agli uomini: Diana Scultori entrò nella Compagnia di San Giuseppe di Terrasanta, mentre a Roma l’Accademia delle Arti della Pittura, della Scultura e del Disegno nel 1607 modificò lo statuto per consentire la partecipazione femminile; nei loro elenchi figurano Lavinia Fontana, Anna Maria Vaiani, Maddalena Corvina, Giovanna Garzoni, Plautilla Bricci, Virginia Vezzi, Elisabetta Sirani,


Porzia che si ferisce alla coscia - Elisabetta Sirani


Isabella Parasole, Teresa Del Po, Lucia Neri, Ippolita De Biagi, Giustiniana Guidotti, Caterina Ginnasi. La quinta e ultima sezione non poteva non essere riservata alla più celebre artista dell’epoca, Artemisia Gentileschi,


Maria Maddalena - Atemisia Gentileschi


donna prima di tutto, dalla vita tormentata e trasgressiva e per questo simbolo di ribellione, e come pittrice esempio di consapevolezza della propria identità professionale e di cui è esposta l’opera Maddalena di proprietà del Sursock Palace Collection di Beirut, e reduce dall’esplosione dell’agosto 2020.


foto di Gianfranco Fortuna



foto di Gianfranco Fortuna



foto di Gianfranco Fortuna


Una mostra affascinante quella in corso a Palazzo Reale e per ora accessibile solo attraverso mostre guidate on line su prenotazione, promossa dal Comune di Milano-Cultura e realizzata da Palazzo Reale e Arthemisia grazie ai prestiti di sessantasette enti diversi tra cui le gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, Castello Sforzesco, Galleria nazionale dell’Umbria, la Galleria Borghese, i Musei Reali di Torino, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Musée des

Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia). L’iniziativa ha avuto il sostegno di Fondazione Bracco, ed è inserita nel palinsesto I talenti delle donne, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dedicato all’universo delle donne, focalizzando l’attenzione, per tutto il 2020 e fino ad aprile 2021, sulle loro opere, le loro priorità e le loro capacità.




Marta Lock





LE SIGNORE DELL’ARTE

Palazzo Reale di Milano, Piazza Duomo 12, Milano

Dal 2 marzo al 25 luglio 2021


Orari

Lunedì chiuso

Martedì, mercoledì, venerdì 10.00 -19.30

Giovedì 10.00 - 20.30

(La biglietteria chiude un'ora prima)

.

Biglietti

L’accesso alla mostra è contingentato e la prenotazione,

tramite il preacquisto del biglietto, è fortemente

consigliata.

Intero € 14,00 Audioguida inclusa

Ridotto € 12,00 Audioguida inclusa

Ridotto Promo Virtual Tour € 10,00

Partecipanti ai tour virtuali della mostra Le Signore

dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 tramite la

piattaforma Zoom (dietro presentazione della mail di

registrazione Zoom della visita guidata, unitamente ad un

documento di identità.


Info

www.palazzorealemilano.it

www.lesignoredellarte.it



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