I Love My Bike-La bicicletta icona di libertà - Mostra al Museo MAGI ‘900 a Pieve di Cento (Bologna)

di Tiberio Artioli


…sovra il ferreo corsier passo contento

come a novella gioventù rinato,

e sano e buono e libero mi sento.


Così terminava In bicicletta, la poesia di Olindo Guerrini la cui memoria ci sovviene ogni volta che varchiamo i confini di Sant'Alberto di Ravenna, paese dove risiedette, per imbarcarci sul traghetto che porta alle valli di Comacchio che se costeggiate col ferreo corsier, cavallo di ferro, ci danno la possibilità di immergerci in un paradiso di natura e silenzio.

La stessa poesia apriva il ciclo di mostre fotografiche che nei primi anni del secolo che stiamo attraversando, furono organizzate in occasione delle aste indette per liberare i magazzini comunali dalle biciclette lasciate appoggiate alle colonne dei portici e recuperate perché senza padrone.

Strano vezzo del centopievese che ha anticipato il sistema del noleggio della bicicletta prelevandole alla bisogna per lasciarle dopo l’uso. Un prestito quindi e non un furto.

L’attenzione per il mezzo, tanto celebrato dal futurismo, continua nella città Bandiera Arancione del Touring dove il MAGI ‘900 di Pieve di Cento ha scelto per la riapertura della stagione, la presentazione di opere d’arte dedicate alla bicicletta spaziando tra passato e futuro, tra piacevole nostalgia e consapevolezza e necessità di un modo sostenibile di vivere le nostre città.

Tra l’altro la mostra coincide con l’imminente apertura ufficiale di una rete di piste ciclabili che attraversa tutti i comuni dell’Unione Reno Galliera e che in una vicina prospettiva collegherà l’insieme della Città Metropolitana felsinea .

Per rendere omaggio al velocipede, soggetto a continui aggiornamenti tecnologici e diffuso nell’intero pianeta, la curatrice della mostra, Valeria Tassinari, ha selezionato opere della collezione permanente del Museo MAGI, invitato artisti per offrire al pubblico una varietà di linguaggi, nonché ha rivolto uno sguardo alla nostra più recente storia attraverso l’esposizione di alcune fotografie scattate da Giuseppe Pezzini (1907- 1995).


Giuseppe Pezzini, nato a Occhiobello, fu dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni settanta, un fotografo ambulante in sella a una bici, poi a una moto e infine a bordo di un’auto, con tanto di scritta che pubblicizzava i suoi laboratori di Altedo (Malalbergo).

Percorse la pianura immortalando i protagonisti di matrimoni, comunioni e cresime, momenti di svago nelle innumerevoli balere del territorio della bassa bolognese e ancora scattando fotografie con la sua preziosa Rolleiflex, a migliaia di allievi delle locali scuole.

Non mancarono nei suoi scatti le pose osé delle mondariso che in abbigliamento adeguato al loro lavoro, si concedevano all’obiettivo del fotografo perdendo il quel momento il duro volto della fatica per lasciare spazio a sorrisi liberatori.

Le foto in mostra di Pezzini sono tratte dal suo archivio acquisito con lungimiranza da Luciano Calzolari il quale scegliendole con maestria, è rimasto sì fedele all’ispirazione iniziale dell’autore, ma preferendo quelle più vicine al suo sentire.

Tra le foto, con soggetti adeguatamente in posa, ha preferito quelle con una gratificante inquadratura paesaggistica con l’intento inoltre di mettere in risalto, attraverso i volti, la voglia di rinascita tipica degli anni che seguirono alla distruzione causata dalla guerra.

Gli artisti che espongono sono: Alain Breyer, Marina Amadio, Vito Bucciarelli, Luciano Calzolari, Damien Hirst, Alfredo Libero Ferretti, Lonaa, Maurus Michael Malikita, Paola Marzoli, Marco Pellizzola, Giuseppe Pezzini, Cesare Siviglia, Stefano Tassi.

La mostra I Love My Bike-La bicicletta icona di libertà si può visitare gratuitamente al Museo MAGI ’900 di Pieve di Cento (via Rusticana, 1 051 686 1545) fino al 25 ottobre con i seguenti orari d’apertura: martedì - domenica 10:00 -18:00.

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