Bar Asport -"Pensieri di traverso"

di Vincenzo Siino



Che bisognasse intervenire con decisioni finalizzate a ridurre il danno, con buona pace di negazionisti e affiliati, credo che fosse necessario. Perplessità ha destato in alcuni l'avere ingigantito, fino ad assimilarla alla peste, una epidemia che se avesse trovato sistemi sanitari efficienti e ospedali ben distribuiti nel territorio, si sarebbe potuta contrastare con maggiore tempestività, mentre, "more solito", si è preferito scaricare sui cittadini tutta la responsabilità della diffusione del contagio. Ma nessuno che abbia fatto "mea culpa" per il disastro sanitario perpetrato lungo decenni di risparmi e mancati investimenti.

C'è poi la questione delle misure non sempre prese seguendo un qualche tipo di logica.

Sono convinto che, come in matematica, cambiando l'ordine dei fattori il risultato non sarebbe cambiato, nel senso che qualunque governo avrebbe agito brancolando nel buio, sia per i problemi legati alle politiche austeritarie degli ultimi anni che hanno, come detto, reso impossibile aggredire il virus in modo efficace, sia perché nessun politico del pianeta ha ascoltato le voci degli esperti che non solo davano per imminente una epidemia ma aggiungevano che altre ancora che verranno. Quest'ultimo motivo è legato

strettamente, anzi, possiamo con certezza affermare, è diretta conseguenza dell'avere inseguito un modello di sviluppo cui ha fatto comodo negare, in nome del profitto, la devastazione ambientale cui è stato, e purtroppo continua ad essere, sottoposto il pianeta. Poco credibili sono risultate, infatti, le voci di coloro i quali hanno preso a motivo delle difficoltà di intervento a contrasto del virus, l'essere stati colti alla sprovvista.

Vi sono, ancora, le decisioni, irragionevoli agli occhi di molti, come quella di chiudere le scuole, conseguenza questa del fatto di non avere agito tempestivamente nell'affrontare il problema dei trasporti, per non parlare delle condizioni in cui versano diversi istituti scolastici del nostro paese, abbandonati dalla politica, con alunni spesso costretti a vivere in ambienti ristretti e non sicuri.

A conclusione di questo "cahier de doléances" vorrei fare un riferimento alle decisioni che hanno riguardato i bar e i ristoranti. Viene da chiedersi perché attività che avrebbero potuto, senza eccessive difficoltà, pianificare e regolamentare la presenza dei clienti, utilizzando le prenotazioni e riducendo il numero dei tavoli all'interno dei locali, sono state costrette alla chiusura o, bontà loro, all'asporto.

Ho volontariamente lasciato per ultimo il tema del comportamento dei cittadini, gli "utilizzatori finali" dello scempio perpetrato a loro danno dalle dissennate politiche applicate dai governi mondiali, ispirate al più miope neoliberismo. Certamente alcuni comportamenti virtuosi avrebbero potuto contribuire a ridurre la diffusione del contagio, ma ammettere questo non vuol dire dare addosso ai cittadini e additarli come degli untori, cosa che invece continua a dominare la nostra informazione!


Insegna di Ezio Pelosi

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