IL DEBITO PUBBLICO “INSOSTENIBILE"

May 9, 2020

 

Il debito pubblico si dice essere  insostenibile a causa degli elevati tassi di interesse, dello Spread, e di altri fattori. Ma vediamo come e perché nasce.

A partire dal 1944 con gli accordi di Bretton Woods si stabilì, tra le altre cose, la convertibilità di  tutte le valute  in dollari, e che a sua volta il dollaro era agganciato all'oro. Poi però accadde che gli USA, si imbarcarono in guerre come quella del Vietnam, della Corea,  negli  aiuti al Terzo Mondo e furono costretti a stampare dollari più di quanto oro avessero a  Fort Knox.

L’allora Presidente Nixon nell'agosto del 1971, a nome dell'America, dichiarò unilateralmente di voler abolire la conversione del dollaro in oro. La decisione ebbe l'effetto di una bomba atomica. Alla fine del suo discorso alla Casabianca disse: "Questa decisione non ci procurerà amici tra gli speculatori". I mercati  borsistici e azionari andarono in fibrillazione per riequilibrarsi dopo poco tempo. La moneta sovrana, stampata liberamente dallo Stato, creava benessere perché si potevano comprare  e fare tante cose senza badare al debito pubblico. Ciò perché in realtà il debito non era un debito dello Stato, visto che era lo stesso governo ad averlo contratto. I cittadini potevano solo arricchirsi. Il debito era un numero su un foglio conteggiato dalla Banca Centrale. Nessuno sarebbe andato a chiedere di saldarlo. Era soltanto un numero. Naturalmente in questo modo la moneta sovrana metteva alle corde gli speculatori finanziari, rappresentati dalle Agenzie di Rating o dalle Lobby. Ed ecco la teoria che i grandi signori della finanza si sono inventati: "LO STATO DEVE PRIMA INCASSARE E POI SPENDERE PER I PROPRI CITTADINI”. Ne consegue che uno Stato virtuoso deve spendere meno di quello che incassa e per far ciò deve operare tagli alle spese sociali e aumentare le tasse. Questo è il gioco. Queste le norme che sono state imposte  da tutte le università del mondo. Ecco perché anche noi pensiamo che il debito sia un “debito da assolvere” da parte di tutti noi con sacrifici! Ma se la valuta fosse sovrana, ovvero se lo Stato potesse stamparla, non ci sarebbe nessun debito... Il Giappone ha il 210% del debito pubblico rispetto al suo PIL ma ha zero disoccupati e la sua economia vola tra alti e bassi. Quindi “la storia” del debito pubblico è tutta una bufala. Così come l'inflazione.

Questa non si combatte  equilibrando la moneta con i beni prodotti. L’inflazione è  lo spauracchio che  viene agitato dagli economisti, è l'apoteosi della truffa ed è stata voluta e creata dalle lobbies che hanno così trovato il modo per eliminare le monete sovrane come la nostra lira ed il marco. Ed ecco l'invenzione dell'Euro, supportato da un ideale (da verificare: vedi Brexit e focolai di scetticismo) soprannominato Europa Unita! Togliendo di mezzo la sovranità monetaria delle nazioni la grande finanza ha potuto dettare le regole del gioco, utilizzando tutti i mezzi possibili per mettere il cappio al collo alle economie più deboli, come l'Italia. Uno di questi è stata l'introduzione nella Costituzione, nell'articolo 81, dell'obbligo del pareggio del bilancio.

C'è poi un aspetto della questione che riguarda un principio finanziario sul tipo di politica economica che dovrebbe caratterizzare i periodi di crisi come quello attuale. Tale principio stabilisce che nei periodi di recessione si attuano politiche espansive, proprio per favorire la ripresa. Ecco, l'Europa ha stabilito, nei suoi vari trattati, esattamente il contrario. Tale scelta risponde a interessi precisi che non riguardano i cittadini di tutta l'Europa ma le economie forti, come quelle del nord, come ha avuto modo di dimostrare il premio Nobel per l'economia J. Stiglitz che ha affermato in un suo articolo del 2010 “i paesi in attivo si  stanno arricchendo a scapito dei paesi in deficit “.

Un insigne statista italiano, Aldo Moro, aveva cercato di fare una moneta sovrana  nel nostro paese, ma non gli riuscì. 

Gli  inglesi non ci sono cascati ed hanno ancora la sterlina. Questo è ciò che  i governanti  non dicono ai popoli.

 

 

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