Lidia Ravera all'Università Primo Levi

Enorme affluenza di pubblico sabato 10 novembre all’università Primo Levi di Bologna per l’incontro con Lidia Ravera, avente come oggetto una conversazione su “Il terzo tempo”, il recente romanzo della scrittrice. Un romanzo su quel “terzo tempo” che comincia a 65 anni, e che si preannuncia molto più lungo che per le generazioni precedenti. Occorre quindi organizzarsi ed essere ben consapevoli che – in assenza di eventi particolari – un sessantacinquenne ha davanti vent’anni di vita di buon livello, e forse più. Lidia Ravera è un’amabile e abilissima argomentatrice, e ha sottolineato come i circa sessantacinquenni di oggi siano esattamente i baby-boomers nati dal 1946 al 1964: si tratta quindi – numeri alla mano - della maggioranza degli italiani, considerando anche la crescente denatalità degli ultimi decenni. Questo pone i “terzotempisti” in una situazione di agio, in quanto si trovano ad essere la fascia più nutrita della popolazione. L’Italia è il paese con la seconda aspettativa di vita al mondo dopo il Giappone: tale dato, coniugato con la crescita zero, fa di noi una società di gente attempata. L’età media del popolo italiano è altissima: 44 anni. La media europea è sensibilmente più bassa. La società italiana, insomma, è insomma già sostanzialmente cambiata rispetto a qualche decennio fa.

La protagonista del romanzo, Costanza, è una 64enne che continua a cercare la felicità, a riprogrammarsi con nuovi progetti. Tra le varie iniziative che la animano le viene in mente di tornare a vivere in una comune: perché pensa che la terza età sia come l’adolescenza, così come la quarta età sarà una regressione all’infanzia.

Per Costanza, il futuro è troppo piccolo e continua a rimpicciolirsi. Il passato è troppo lungo e continua ad allungarsi. Meglio imparare ad insediarsi nel presente.

Molto viva la partecipazione degli intervenuti: quasi tutte donne che avevano letto il libro e che hanno prodotto domande veramente circostanziate e mirate, giungendo addirittura al punto da proporre a Lidia Ravera – in un gioco di ipotesi letterarie - diverse soluzioni di trama.


Lidia Ravera durante l'incontro all'Università Primo Levi.

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